14 novembre 2018

Team Albatros: Giulia Multineddu #6

Continuiamo con la rubrica Team Albatros, per farvi conoscere un po meglio le nostre atlete. Oggi è il turno di Giulia Multineddu, banda/opposto in Serie C, che è arrivata quest'anno nella nostra società e che scende in campo col numero 6. Buona lettura!

Sei al tuo primo anno in Serie C: cosa ti sembra della categoria?
Il salto iniziale lho sentito abbastanza. Io vengo da una prima divisione ed avevo paura di non riuscire ad abituarmi ad un tipo di gioco "nuovo" e più alto. All'inizio vedevo tutte fare gli esercizi disinvolte ed io arrancavo. C'è tanta più precisione nelle cose, nulla è lasciato al caso. C'è una preparazione diversa e pure la mentalità cambia. Il gioco più veloce, le azioni durano di più e per una come me che vuole mettere giù palla subito è stata una bella botta alla pazienza. Bisogna mantenere la mente lucida sempre. Cercare più alternative e giocare "in anticipo". Guardare chi sta dall'altra parte perché basta un movimento diverso, una piccola distrazione e la situazione cambia. Tutto è portato ad un livello superiore, giustamente. Anche la preparazione pre partita. C'è la cattiveria che mi piace, voglia di metter giù palla, non si risparmia niente e nessuno. È una realtà diversa ma mi piace davvero tanto.

Recentemente ti sei rotta un dito in allenamento... come va? :)
...ahhhh questo dito. Giuro che alle volte lo staccherei. È diventato brutto ed a volte doloroso. Al momento sta andando, anche se purtroppo o per fortuna la situazione è stabile. Pensavo andasse meglio visto che ormai è passato più di un mese da quando mi sono infortunata. Inizialmente è stato snervante stare ferma perché avevo iniziato ad ingranare. Non vedevo l'ora di toccare dinuovo la palla ed allenarmi.Tutt'ora mi da noie e devo stare attenta a come metto le mani, cercare di posizionarmi il meglio possibile per non prendere botte troppo forti e male. A casa o quando esco, continuo a sbatterlo perché sono distratta e quindi prendo pacche ovunque.Però non mi interessa, sono stata già ferma troppo per questo dito. Ora voglio giocare, nonostante i fastidi, anche perché attualmente faccio tutto. Chissà che a furia di prendere botte guarisca!!

Tu ricopri sostanzialmente due ruoli, banda e opposto: che differenze sostanziali ci sono, e quale preferisci?
Mi sembra quasi di avere due personalità. Devo dire però che la banda è sempre stato il mio ruolo e sempre lo sarà (spero). L'opposto è un adattamento per la squadra perché al momento questo è richiesto. In passato mai avevo giocato un ruolo diverso per necessità. Siamo in una squadra ed ognuna nel suo fa i propri sacrifici per dare il meglio nel far funzionare il gruppo. Sono qui per dare il mio supporto, aiuto. Anche se non mi sento realizzata al meglio nel ruolo di opposto, non mi pesa ricoprirlo. Pensavo fosse stra bello perché principalmente attacca, cosa che mi piace di più, ma soprattutto non riceve, cosa in cui invece non sono molto capace e che ho sempre un po' odiato. Credimi che dopo aver provato l'opposto, giuro che voglio pure ricevere. Non lo sento mio come ruolo. Sarà che ho sempre avuto l'impressione di toccare poco il pallone rispetto a quando gioco banda, cosa che per me è davvero importante perché mi fa sentire partecipe nell'azione e mi fa "entrare in partita". Non mi completa, ecco. Non riesco ad avere gli stessi meccanismi che ho quando gioco banda, però questo non significa che io non debba dare il mio meglio, anzi, motivo in più per mettersi alla prova!

Cosa ci puoi dire della partita della settimana scorsa contro il Volley Marca Paese?
La partita è andata bene. Ha messo in evidenza, a tratti, il lavoro che facciamo in palestra, ed a tratti, sono stati messi in risalto i nostri punti di debolezza. Faccio parte da davvero troppo poco tempo di questa squadra e quindi è difficile dare un giudizio, però sono sicura di una cosa: siamo decisamente meglio di così e lo abbiamo dimostrato. Siamo un bel gruppo, non ci manca niente per poter far bene. Quando giochiamo e teniamo i nostri ritmi, ci imponiamo, come si è visto, dominiamo ed andiamo via lisce tranquille senza problemi. Facciamo davvero delle belle azioni. Solo non dobbiamo adattarci al gioco delle avversarie. Può capitare ci siano momenti di buio dove ci si scava la fossa da sole, ci si tiri giù l'una con l'altra. Non si ragiona più, si vada a caso ed ognuna sia per conto suo e non si comunichi. Si subisce. Qui ho avuto questa impressione. Nel secondo e soprattutto nel terzo set siamo state sotto di cinque punti o più. Siamo riuscite a recuperare, a non lasciarci andare e vincere. Pian piano siamo tornate a fare il nostro, farlo bene e con testa. Ci sta sbagliare: basta solo non chiudersi e portarsi dietro l'errore. Con calma e supporto reciproco si pensa alla palla dopo e la si pianta per terra con cattiveria ed agonismo positivi. Basta solo aver voglia di recuperare, pazienza e provarci!

Team Albatros: Giulia Multineddu #6
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