40 anni di emozioni

Nel 2012 abbiamo festeggiato i 40 anni di attività dell’Albatros. I primi 40 anni, ci viene da dire, perché pensiamo di continuare in questa attività che ci ha dato le tante soddisfazioni che hanno mitigato anche qualche delusione. Dire che l’inizio di questa avventura mi sembra ieri è troppo scontato anche perché, essendo stato sempre in prima linea, ho personalmente vissuto le glorie e le sconfitte sempre con l’intento di dire “ci rifaremo il prossimo anno”. E l’anno successivo è sempre venuto con tutte le problematiche ma anche con la consapevolezza di poter fare qualche cosa per gli altri, facendo crescere sia a livello fisico che comportamentale un “esercito di ragazze”.

Pietro Donadi Pietro Donadi, presidente dell'Albatros Volley

Ritornare con la memoria al passato è sempre difficile, soprattutto per me che ho agevolmente passato i 60anta, ma ci restano quei flash dei tempi andati che non si possono dimenticare. Non posso sicuramente dimenticare il giugno del 1972, con il “Maggio S. Zeno” appena concluso, quando la Soraya, la Bruna e la Daniela (non ricordo le altre e mi dispiace) mi hanno proposto di creare, oltre alle altre attività di S. Zeno, una sezione di pallavolo femminile. Di quel periodo restano impressi gli allenamenti sul campo all’aperto in cemento con la voglia (tanta) e la tecnica (poca).

È si vero che la pallavolo femminile in quei tempi era poca cosa, ma per la nuova nata Albatros le avversarie si chiamavano Miani, Aurora, Lupino in città e Mogliano, Nervesa e Castelfranco in provincia. La svolta c’è stata quando, dopo aver preso dalle sopraccitate società delle sonore sconfitte, siamo finalmente riuscite a batterle, magari non tutte assieme ma una alla volta, e prendere la consapevolezza di poter giocare alla pari e di poter essere considerate. E sono arrivati i primi titoli e soddisfazioni che dimostravano la bontà del nostro lavoro.

Il secondo ricordo è quando una squadra di serie A, nello specifico il neopromosso Fiume Veneto, ha richiesto una nostra atleta... con le relative trattative che ci vedevano impreparati! Ma con l’aiuto del sig. Cavasin, all’epoca guru indiscusso della pallavolo maschile a Treviso, tutto si è risolto e la Marina Toso è stata la prima di tante atlete che l’Albatros ha dato alla pallavolo nazionale. A dimostrazione della bontà e della continuità dell’impegno dell’Albatros, con l’andare degli anni abbiamo assorbito le varie sezioni di pallavolo femminile a Treviso e dintorni, prima l’Aurora, poi il Casier ed il Lupino. Eravamo pronti per il salto di qualità e quando il buon Venturin ci propose di unire le nostre forze con il DLF LaTiesse, allora militante in serie B, non ci siamo tirati indietro ed abbiamo iniziato la nuova avventura nazionale. Sicuramente il risultato più eclatante di questo periodo è aver partecipato, senza fortuna grazie a Dio, ai play off per la promozione in serie A.

Oltre all’impegno personale per affrontare questi campionati, non bisogna dimenticare l’aspetto economico e quando la Soraya, divenuta direttore sportivo dopo aver appeso le scarpe al chiodo, veniva ad agosto nel mio ufficio e diceva “No ghemo schei, cossa femo?” la mia risposta è sempre stata “Andemo avanti”. E siamo sempre andati avanti, cercando di ridimensionarci in relazione alle possibilità economiche ma senza mai dimenticare che per poter sopravvivere è necessario curare nel miglior modo possibile il settore giovanile con i migliori tecnici, con la più ampia disponibilità delle palestre e soprattutto con una buona professionalità.

E dal settore giovanile sono venute tante, splendide soddisfazioni, culminate con la partecipazione alle finali nazionali Ragazze nel giugno 2000 a Marsala. Debbo ammettere che già l’essere tra le otto finaliste è stata una grande soddisfazione, ma l’arrivare alla finale mi ha fatto veramente emozionare al punto che, nel comunicare telefonicamente a casa i vari risultati, tante volte mi mancava la voce. E l’emozione più grande è stata al nostro ritorno all’aeroporto di Venezia dove ci attendevano entusiasti genitori e sostenitori... pareva avessimo vinto le Olimpiadi!

E a proposito di Olimpiadi non posso dimenticare l’emozione di vedere ad Atene 2004 una nostra atleta partecipare alla più importante manifestazione per uno sportivo. È si vero che la Manu Secolo aveva vinto lo scudetto e la Coppa dei Campioni con la Foppapedretti, ma in un periodo in cui certe cose si leggevano solo sul giornale e non potevi essere presente le gioie erano diverse. Le Olimpiadi però sono un’altra cosa e vedere sullo schermo una tua atleta al vertice del mondo è stata un’esperienza indimenticabile.

Adesso dobbiamo pensare al futuro che, in un momento di crisi sia economica, sia morale e di valori, non si presenta roseo ma l’esperienza e la voglia sicuramente non ci manca. Forse a questo punto sarebbe necessario un ricambio gestionale per dare un muovo spirito a tutto il movimento che, pur poco incoraggiato dalle istituzioni, ha sempre portato avanti il suo credo... che è e rimane quello di far crescere la gioventù trevigiana in un ambiente sano.

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